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 RACCONTI EROTICI

» lisa ed il papà vedovo.
inviato da: dinosaurio
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Lisa e il papà vedovo
Lisa si ricorda che la prima volta un po' di paura l"aveva avuta.
Forse non era stata paura vera, ora non ne è più sicura, ma timore e sgomento lo erano stati di certo.
Sentirsi svegliare durante il pisolino pomeridiano e sentirsi accarezzare il pancino le  avevano fatto battere il cuore forte forte. Socchiudendo gli occhi aveva visto che era papà, era il suo babbo che la stava accarezzando, aveva sollevato la sua gonna e accarezzava lievementea il ventre trattenendo il respiro.
Lisa vuole un bene tremendo a suo papà, e in quel momento non sapeva come agire.
Da quando la mamma era stata investita con la sua bicicletta dal camion, loro due erano rimasti soli ed erano riusciti a cavarsela senza aver bisogno di nessuno. Lisa era diventata per forza di cose la donna della famiglia, e anche se era ancora bambina, si dava da fare in ogni modo per aiutare il papà.
Dalla morte della mamma, lui si era chiuso in silenzi dolorosi e da allora non è più riuscito ad essere allegro come lo era stato prima. Spesso, troppe volte, era triste e taciturno, Lisa ne conosceva la ragione e cercava di stargli il più vicino possibile.
Erano riusciti a superare i momenti difficili loro due soli, si erano creati la loro vita giornaliera senza intrusioni estranee.
Da allora anche Lisa non fu più la bambina che era stata, la tragedia l'aveva fatta maturare, era seria, sbrigava le faccende di casa il più coscienziosamente possibile, e quando il papà tornava a casa dal duro lavoro stanco e taciturno, lei cercava di rincuorarlo e rinfrancarlo. Aveva imparato presto anche a cucinare, e provava una gioia infinita quando il papà le diceva sorridendo che aveva cucinato come un cuoco, anche se a volte non era vero.
L'affetto forte che prova per il papà le aveva impedito di aprire gli occhi, e col cuore che batteva forte aveva fatto finta di dormire. Un po' per timore … e un po' per una strana emozionante curiosità.
Il papà le aveva  scostato le mutandine ed aveva messo allo scoperto la sua fichetta. Lei sentiva l'aria fresca sulla pelle tenera coperta di poca peluria, ed aveva avuto la tentazione di chiudere le gambe, ma le mani del papà erano tenere e dolci e il timore che aveva provato si trasformava lentamente in uno strano piacere, il piacere di farsi vedere dal papà.
Fino allora lui aveva sempre evitato di metterla in imbarazzo, bussava addirittura alla porta del bagno anche quando lei non era dentro.
Il papà era stato alcuni minuti ad osservarla, poi l'aveva coperta dolcemente e se n'era andato.
Settimane dopo la cosa si era ripetuta.
Alla domenica qualche volta il papà andava all'osteria, ci andava di rado e quando tornava a volte era leggermente brillo. Non sopportava molto il vino, ma Lisa era contenta che lui ci andasse, era felice di sapere che si svagava un poco giocando a carte e bevendo un bicchiere.
Lei era assopita  supina e si svegliò subito nel sentire le mani del papà che le accarezzavano il culetto, rimase col fiato sospeso ed il cuore impazzito mentre sentiva che le mutandine scendevano lentamente, avrebbe voluto allargare le coscette, ma il papà si sarebbe accorto che lei non dormiva, e lei voleva restare nel cielo degli innocenti. Non sapeva cosa sarebbe successo se il papà avesse saputo che lei sapeva … inoltre, sentiva crescere in lei uno strano piacevole batticuore nel sapere che il suo papà vedeva tutto di lei.
Non si era mai fatta vedere nuda da nessuno, solo dalla povera mamma e dalla zia Adele, la vicina che da tempo si curava di lei come una mamma e che Lisa chiamava zia. Si vergognava anche a scuola quando i ragazzi tentavano di guardare sotto le gonne delle ragazze, lei schivava tutte le occasioni.
Ora non provava nessuna vergogna, solo un gran batticuore, e il batticuore si fece furioso nel sentire che le mani del papà le aprivano le cosce mettendo allo scoperto culetto e fichetta.
Le mani erano calde e tenere, a Lisa aumentavano i battiti del cuore nel sentire con quale tenerezza le mani aprivano le sue natiche e la carne delle cosce, percepiva chiaramente d'avere la fichetta spalancata e le sembrava quasi di sentire lo sguardo del papà entrare nel suo ventre e nel suo culetto.
Che cosa succede fra donne e uomini Lisa lo sapeva, la zia Adele le aveva spiegato tante cose. Anche quando a Lisa erano venute le prime mestruazioni era stata la zia Adele chel'aveva rincuorata e rinfrancata, e, con fare scherzoso le aveva detto che da ora era una donna, e che doveva stare attenta agli uomini, le aveva spiegato che cosa piace agli uomini e che cosa vogliono dalle donne. La zia Adele le aveva anche insegnato che la fichetta non si deve dare al primo che capita, ma per Lisa il papà non era assolutamente "il primo che capita", lei lo amava, e cominciava a piacerle che fosse lui il primo a vedere la sua fica.
La teoria la sapeva, ma la pratica che si stava verificando, le faceva scoppiare il cuore dall'emozione e doveva sforzarsi per tenere il respiro regolare il più possibile per non farsi scoprire sveglia.
Il papà rimase immobile a guardare il suo bel culetto rotondo col buchino aperto e la sua fichetta spalancata per alcuni minuti, poi la coperse e se ne andò silenziosamente.
Lisa provò un leggero dispiacere, avrebbe voluto prolungare il languore ed il batticuore che l'aveva colta nel sentirsi nuda sotto lo sguardo del suo papà, aveva provato anche un formicolìo al ventre, per lei del tutto sconosciuto.
A tavola il papà l'aveva guardata dolcemente e dopo averle fatto i complimenti per la cena come sempre, l'aveva accarezzata e con voce tenera le aveva detto.
-- Sei il mio angioletto Lisa … sei un tesoro … il mio tesoro.-
Lisa aveva notato che il papà a volte era diventato più allegro del solito, non c'erano più i lunghi silenzi tristi che di sera venivano solo riempiti dalla televisione. Spesse volte scherzava con la figliola e, cosa che non faceva prima, era lui che intavolava conversazioni a tavola e i suoi complimenti suonavano più sinceri.
Lisa ne era felice e aspettava sempre con ansia che il papà si faccesse la sua bevuta e la venisse a trovare di nuovo nella sua cameretta.
Sembrava però che il papà si fosse scordato delle sue scappatelle e anche se lei lo incitava ad andare al caffè con gli amici, lui diceva che voleva restare con la sua bella figlioletta, che preferiva la sua compagnia a quella degli amici.
Una domenica però lei ci riuscì, il babbo se ne andò e lei sperò con tutto il cuore che ritornasse un po' brillo. Aveva preparato la cena, l'aveva coperta coi piatti e si era coricata in attesa.
Sentì col batticuore i passi incerti del papà che si avvicinano alla sua cameretta e chiuse gli occhi sperando che lui entrasse, spalancò le cosce e si scoprì il pancino, aveva indossato anche le mutandine più minute che possedeva.
Poco dopo, quando sentì che il babbo era accanto al letto, dovette sforzarsi per  mantenere il respiro regolare come se dormesse pesantemente. Passarono minuti che a lei sembrano un'eternità, e finalmente le mani del papà l'accarezzarono, scesero lievi e leggere lungo le coscette e ritornarono sul suo pancino nudo.
Una mano del babbo si posò leggera come una farfalla sulla protuberanza del suo fichino e si soffermò su di lui lievemente.
Lisa sperò che il babbo non s'accorgesse che lei aveva il cuore che batteva come un pazzo e che la sua fichina cominciava a pulsare e a gonfiarsi, dovette sforzarsi di rimanere ferma quando le mutandine le vennero sfilate centimetro per centimetro.
Anche la camicetta venne sfilata lentamente, troppo lentamente, lei si devette sforzare per fare l'addormentata, aveva l'impressione che durasse un secolo.
Quando si sentì tutta nuda avrebbe voluto aprire gli occhi per vedere in viso il suo caro papà,  ma si trattenne e si sforzò faticosamente di mantenere il respiro regolare anche se sentiva che aveva le tettine gonfie e che i capezzoli le frizzavano.
Soffocò a stento un gemito quando sentì le mani del babbo sulla sua fichina, si sentì aprire le piccole labbra e un alito caldo sfiorarle la pelle sensibile delle cosce, il suo cuore batteva talmente forte che aveva paura che anche il babbo lo sentisse, il battito del cuore non era niente al confronto del dolce malessere che sentiva nella testa.
La sua mente si stava svuotando in modo inconsueto, sentì che tutti i suoi sensi si erano trasferiti fra le sue gambe, là dove la fichetta stava pulsando e gonfiando.
Sentì anche che il respiro del suo papà si era fatto agitato, a lei piacque sentirlo così eccitato e quando un dito  si infilò titubante e delicato nella sua fica, lampi colorati le scoppiarono nel cervello.
Dovette fare uno sforzo tremendo per non gemere, sentì con languore soffocato che il dito cominciava a scorrere sempre più facilmente lungo la sua fichetta che s' inumidiva.
Il dito scorreva su e giù e si infilava a volte dentro la sua fichetta di poco, Lisa provò la stessa confusione in testa come quando al Luna Park era stata sulla giostra e i ragazzi le avevano dato da bere.
Ora però è più bello, molto più bello.
La sua fichina si inumidiva copiosamente e lei sentì che il papà si succhiava le dita e ritornava ad accarezzare il suo fiore di carne aperto, le accarezzava le labbra gonfie e scivolava su e giu con una lentezza ed una delicatezza che a Lisa sembrava di dover scoppiare da un momento all'atro.
I gemiti che doveva trattenere ad occhi chiusi e col corpo inerte diventavano un supplizio struggente, meno male che il papà la girò a pancia in giù e lei potè mordere il lenzuolo senza esser vista.
Si sentì il cuore in gola e immobile  col viso schiacciato potè sbarrare gli occhi e soffocare il respiro affannoso dentro il cuscino.
Sentì che il babbo le spalancava il culetto ed accarezzava il suo buchetto con le dita umide facendole venire un brivido, poi l'accarezzò lievemente le natiche e lei sentì un tuffo al cuore quando lui appoggiò la sua bocca sulla sua pelle e cominciò a baciarle con labbra ardenti il culetto nudo e fresco.
Poi la ricoprì amorevolmente e se ne andò silenziosamente lasciandola col cuore che batteva impazzito.
Lisa impiegò del tempo per addormentarsi, non perché era stata senza cena, ma il pulsare del sangue nelle vene e nella fichetta ci impiegarono molto a ritornare normali.
Ora, da un paio di giorni il babbo è tornato ad essere silenzioso e non sorride a lei come prima, ma Lisa crede di capirne il motivo e si sforza di essere allegra per due. Vorrebbe dire al suo papà che non deve essere triste … che non ha fatto niente di male.
Cerca di essere disinvolta e lo costringe a sorridere con moine e gesti infantili, e poco a poco ci riesce.
Alla sera davanti alla televisione si corica accanto a lui e appoggia il capo sulle sue ginocchia con naturalezza, lui le accarezza i capelli e a volte gli scappa un " Sei un vero tesoro Lisetta … sei una bella bambina … ti voglio bene .. "
-- Anch'io ti voglio bene papà, tanto e ancora tanto … ma non sono più una bambina … --
-- Oh si, sei una bambina … la mia bambina .. -
Nella sua mente da adolescente, Lisa si convince di poterlo rinfrancare e di scacciare la sua malinconia con pose da donna, si fa trovare in mutandine con le gambe nude e le tettine sporgenti sempre più spesso quando esce dal bagno o dalla sua cameretta
Prima non l'aveva mai fatto.
-- Guarda papà, ti piace la mia maglietta nuova ? --
Vede che il papà è imbarazzato e che cerca di scostare lo sguardo, ma lei vuole che lui cominci a considerarla una ragazza, che si sbilanci un po', che si riveli come quando ha bevuto, che ammetta senza pudore che lei sta diventando una donna …
A volte Lisa pensa di affrontare il problema direttamente, ma possiede ancora la timidezza della ragazzina, preferisce giocare con il caso, forzare situazioni e, per quanto possibile, crearle.
Dorme sempre più spesso  nuda con la speranza che il babbo entri nella sua stanzetta a vedere se dorme, non riesce a dimenticare lo struggimento ed il subbuglio che ha avuto nella mente mentre il papà le accarezzava la fichina, e sente sempre più forte la voglia di sentire la sua fichetta bagnarsi e gonfiarsi.
Di notte a volte si accarezza e pensa alle mani del babbo, le vorrebbe sentire scorrere sul suo corpo, a volte riesce a procurarsi un po' di piacere fingendo che le mani che allargano le labbra della sua fica e che strizzano i capezzoli siano quelle del suo papà.
La sua fantasia è pero limitata dalla sua scarsa esperienza in materia, immaginarsi le mani del papà sul suo corpo è una fantasia nitida, ma il "dopo" … è solamente un miscuglio confuso di corpi nudi, di carezze e gemiti …
La zia Adele è l'unica persona che le può chiarire … "il dopo", e Lisa, dopo una domenica che il babbo le aveva fatto una … visitina, trova il coraggio di incanalare la conversazione con la signora sul tema che più le interessa.
Lisa non è stupida, è abituata da tempo ad essere attenta e coscienziosa, a scuola è una delle prime della classe, e la zia Adele lo sa.
Adele vuole bene a Lisa, ormai è molto legata e affezionata alla bambina che ormai è diventata una ragazzina seria e capisce perfettamente che stanno per cominciare certi problemi.
-- Lisetta mia, ho l'impressione che ci sia un ragazzo di mezzo … o mi sbaglio ? Non mi  faresti altrimenti certe domande. --
Lisa non ha mai avuto segreti con zia Adele, è come se fosse una mamma per lei, pensa alle carezze del babbo di ieri sera e abbassa gli occhi.
-- Beh … si … --
-- E … ti ha toccata ? Ha allungato le mani ? -
-- Beh … si, mi ha accarezzata e … --
-- È stato prepotente ? Ti ha sforzata a … --
-- Oh no, no zia Adele, non mi ha sforzata … è stato tenero … dolce … --
Lisa pensa con languore alle carezze del babbo ieri sera, quando le accarezzava le tettine mentre lei faceva l'addormentata, ricorda i brividi che  doveva nascondere nel sentire con quale tenerezza il papà le lisciava tutto il corpo …
-- Oh Lisetta cara, se è così va bene … vedo che hai gli occhi che luccicano … lo so che è bello sentirsi amata, sentirsi coccolare da un uomo fa venire le lucciole nella testa e battere forte il cuore … ti ha anche toccato … fra le gambe ? Ti ha accarezzato l'albicocca ? -
Lisa abbassa gli occhi, ha timore di rivelare tutta il piacere che ha provato nel sentire le dita del babbo nella sua fichetta bagnata.-- … Si zia … mi ha … accarezzata anche lì … e mi è piaciuto … --
-- Oh Lisa … Lisetta cara, non ti devi vergognare, sono felice che ti sia piaciuto, ma stai attenta, gli uomini vogliono sempre di più. Si possono fare tante cose belle senza … senza dare tutto … ci sono tanti modi per … gli hai toccato … ha tirato fuori il suo … il suo pisello ? --
- No, no zia, non … l'ho ancora …--
-- Beh, stai attenta, il pisello degli uomini sembra piccolo e innocente, ma quando sono con una donna … insomma, diventa grosso, duro e prepotente … --
Lisa ne ha avuto sentore, il babbo se l'era presa in braccio e l'aveva coricata su di lui, lei aveva sentito bene che un bastone duro le premeva il ventre,  aveva dovuto frenare l'istinto del suo pancino che si voleva premere a scatti su quella durezza che le faceva tremare il cuore.
-- …e te lo vogliono ficcare nella pancia. Tutto a suo tempo bambina mia, si possono fare tante altre cose ... con la bocca per esempio…--
-- Con la bocca ? --
-- Si, con la bocca. La bocca è molto importante, per tutti, per gli uomini e per le donne. Gli uomini leccano l'albicocca e le donne leccano il pisello …--
-- Ma zia … si fa la pipì … --
-- Beh, si, serve anche per questo, ma serve anche per … beh, te ne accorgerai … e credimi Lisetta, se gli vuoi bene vedrai che ti scoppierà il cuore sentire il suo pisello in bocca … o la sua lingua nella tua pancina … --
Lisa è costretta ancora una volta ad abbassare gli occhi, la zia potrebbe leggervi che lei ha già sognato di sentire la  lingua del babbo frugare la sua fichetta come ha già fatto con le dita.
-- … e per loro , ed anche per noi donne, è molto importante. Non è solo facendo i letti e cucinando che si fa l'amore, noi lavoriamo in casa e loro in fabbrica, il vero amore si fa a letto … o anche in altre parti, ma con il corpo …--
Adele si sente ritornare fanciulla, la sua bambina non deve fare gli sbagli che ha fatto lei.
-- … e non farti riguardo, se poi te lo vuole mettere nella pancia, beh … ci devi pensare tu se è l'uomo giusto. Sai gli uomini sono un po' stupidi, pensano sempre che la più bella cosa del mondo sia essere il primo, e poi pensano che devono restare sempre gli unici, ma succedono tante cose che nessuno sa prevedere e che fanno parte della vita … --
La zia Adele non può immaginare certamente l' effetto che hanno fatto le sue parole, hanno aumentato il desiderio di Luisa di sapere cosa ci sia "dopo" il batticuore nel ricevere carezze, ormai non pensa ad altro, il fuoco che sente a volte nel ventre è sempre accompagnato dalla visione del pisello del papà, se lo immagina confusamente, non lo ha mai visto, ma solo nell'immaginarselo si sente illanguidire.
Le sue moine e il suo esagerato attaccamento verso il padre hanno fatto che lui è spesso allegro. Ora è più facile per lei convincerlo ad andare al bar con gli amici alla domenica. Come spesso poi lui la visita un po' brillo e lei si fa trovare a letto addormentata. Come sempre. Sembra quasi diventato un tacito gioco, lui la spoglia e le accarezza la fichetta che ormai si gonfia ad ogni tocco come una pesca. E si bagna, lui la sfiora e lascia scivolare le dita sulla carne tenera facendola sospirare con gli occhi chiusi. Forse lui pensa che lei stia sognando. Una domenica finalmente il babbo si fa più coraggioso, forse ha bevuto più del solito, bacia il suo pancino e allargandole le coscette scende a  sfiorare la sua fichetta gonfia.
Lisa crede di morire, quello che ha detto zia Adele è vero, sentire la lingua del babbo che si avvicina alla fica le fa balzare il cuore impazzito in gola, cerca disperatamente di frenare i suoi sospiri che vorrebbero diventare gemuti, si lascia affogare nello struggimento che le sta sconvolgendo la mente.
La lingua del papà comincia a leccare le labbrine gonfie della sua fichia e sta succhiando  l'umore che le ricopre.
Lisa sente che l'alito del babbo le scalda il ventre e che il respiro entra nel suo pancino come un vento caldo che la fa bruciare, gli occhi si inumidiscono ed è costretta a mordersi le labbra per non gridare.
Il babbo è con la testa fra le sue cosce e sta leccando dolcemente, non s'accorge che lei lo sta guardando impazzita di piacere con gli occhi umidi, lo sta vedendo confuso come in un sogno. Vorrebbe lasciarsi andare ai guizzi che nascono nel suo corpo come fiondate, lo sforzo che deve fare per dominarsi le brucia poco a poco tutte le forze.
Prova quasi sollievo quando sente che il papà non sta più leccando, deve chiudere gli occhi perché lui si è alzato, si è calato i pantaloni e si è adagiato sul letto vicino alla sua testa.
Lisa tiene gli occhi chiusi, non può far capire al babbo che è sveglia, potrebbe smettere, e lei non saprebbe mai come sia il "dopo".
Sente che le mani del papà stanno girando il suo volto verso il suo bacino, ne sente il calore e l'odore, un odore nuovo e conturbante, l'odore del suo papà. La sua bocca che  già era aperta per ansimare viene allargata teneramente ed un pezzo di carne bollente si insinua fra la sue labbra. Per un attimo Lisa pensa alle parole di zia Adele, il pisello del babbo è veramente grosso e duro, ma non è prepotente, si insinua lentamente fra le sue labbra e avanza leggermente sbattendo contro i suoi dentini e sfiorandole il palato. Poi si ritira dalla sua bocca come se fosse timoroso, per poi tornarci gentilmente.
Sa che ci sono cose belle al mondo che lei ancora non conosce, ma sentire la carne del suo papà in bocca è certamente una delle più belle, la sua fichina è d'accordo, pulsa e frizza bagnandosi continuamente.
Istintivamente vorrebbe stringere le labbra per imprigionare il pisello del babbo, ma non può rischiare di perdere questi momenti, la bocca che il papà tiene aperta con mani tenere le permette di ansimare e di respirare continuando la finzione.
Il membro del babbo sembra voler esplorare tutta la sua bocca ed il suo viso, si raggira sulle  sue labbra e lascia dappertutto una scia di calore e di sapore meraviglioso, un sapore nuovo e conturbante, è il sapore della parte intima del suo papà, un sapore che non potrà mai dimenticare e che appartiene solo a lei. Anche i sospiri agitati del babbo sono suoi, le entrano nelle orecchie e giungono fino al suo cervello annebbiandolo, e scendono anche fino al cuore gonfiandolo da scoppiare.
Vorrebbe che il membro del babbo rimanesse sempre nella sua bocca, anche se la fa morire, dover rimanere ferma è un supplizio enorme, meno male che il babbo si sta scostando, le sta tenendo le cosce allargate ed appoggia il suo bastone di carne bollente sulla pelle del suo pancino e delle sue cosce. Il bastone duro vaga sulla sua pelle lasciando una scia unta e calda, si sposta e circola sul suo ventre teso come se volesse scrivere qualcosa, certamente un messaggio d'amore per il suo cuore che sta scoppiando.
Lisa sente che le manca poco per esplodere in un grido, vorrebbe gridare per far capire al papà che lei è sveglia, che lei è sempre stata sveglia e che gli vuole bene da morire, ma un  grugnito soffocato del babbo la sorprende, un grugnito strano accompagnato da guizzi del letto e da una fontana di liquido caldo che le sta innaffiando il ventre.
Gli spruzzi che sente la inebriano, sono caldi e hanno un odore strano, maschio, l'odore del suo papà. Rimane come tramortita anche dopo che il babbo l’ha pulita delicatamente e se n'è andato silenziosamente raccogliendo i suoi pantaloni.
A Lisa pare di sognare un sogno meraviglioso, che non è stato un sogno ne ha la prova sulla pancia, cerca un po’ di liquido sul suo ventre e si spalma con languore i resti di crema untuosa ed ancora calda su tutta la pelle, sulle tettine, sulle cosce e sul viso. Non si accorge di  addormentarsi beatamente spossata mentre ancora si sta spalmando lo sperma del babbo sulla pelle.
Al mattino si sente ancora nel cuore resti di felicità, trova il babbo seduto silenzioso davanti alla colazione col capo chino e non può fare a meno di abbracciarlo forte dal di dietro con allegria.
-- Buongiorno babbo, hai dormito bene ? Su, non fare il triste, è una gran bella giornata ed io mi sento felice … sai, ho fatto un sogno meraviglioso, mi sento come una regina ! --
Il babbo le sorride timidamente senza alzare gli occhi.
-- Sono contento per te tesoro … io invece … --
-- Su papà, sorridi, la tua bambina è felice come una pasqua … non fare questa faccia …--
Il babbo invece si alza, prende la sua borsa, le da un bacio sul capo e sospirando tristemente la stringe al petto.
-- Sei un tesoro Lisa, sei il mio tesoro … ti voglio tanto bene … sono contento che tu sia felice … --
Se ne va a capo chino come se avesse già una giornata di lavoro duro sulle spalle.
Lisa passa il giorno come inebriata, a scuola non riesce ad essere attenta come il solito, il ricordo della sera precedente è troppo ancora vivo nel suo cuore.
Alla sera non resiste, deve raccontare tutto alla zia Adele, non tutto, ma quasi.
-- Sai zia, avevi ragione … mi sono sentita morire dalla gioia quando lui …--
-- Te lo ha messo nel pancino ? Ommiodio … --
-- No, no zia … in bocca !--
-- Ah, meno male … e come è stato … ti ha obbligata con la forza ? --
- No zia … è stato tenero … non so come spiegartelo, mi sentivo … --
-- Beh, tesoro, non serve che me lo spieghi, mi basta vederti in viso per sapere con'è stato … --
-- E mi ha anche baciato … dai zia, lo sai dove !--
-- Oh, diomio, anche la micetta ti ha baciato ? Mammamia, mi fai sentire vecchia, più vecchia di quel che sono … e ti è piaciuto ?--
-- Da morire zia, mi sembrava di volare … avrei voluto che non smettesse mai ! --
-- Brava tesoro, sono felice per te … segno anche che gli vuoi bene … glielo hai detto ? Gli hai detto che ti piace e che gli vuoi bene ? --
Lisa deve frenarsi, la zia non deve sapere tutto …
-- No … non sono riuscita a dire niente … --
-- Sbaglio ! È sbagliato credimi, agli uomini

piace sentirselo dire, loro non vogliono solo sfogarsi e liberarsi … di quello che hanno dentro, vogliono qualcosa di più, vogliono anche i tuoi pensieri, vogliono sentirsi amati e desiderati. Anche loro, come noi del resto, vogliono sentirsi vezzeggiati, vogliono avere la convinzione di essere gli unici, si sentono anche loro in cielo sapere che una donna li ama. Se gli vuoi bene glielo devi dire … altrimenti arriva un'altra più scaltra e te lo porta via .. è successo a me cara Lisetta, purtroppo !.--
Le parole e i consigli della zia sono convincenti, Lisa sa che è giunto il momento di dire al babbo che lei non ha mai dormito, che ha sempre saputo quello che succedeva e sa che anche il papà si deve essere accorto di qualche cosa, non può essere così ingenuo da pensare ... nessuno può dormire così pesantemente. Si sono nascosti ambedue dietro alla commedia, e per quanto difficile da spiegare, ormai è successo.
Lisa è ancora una ragazzina, sta imparando che tra il dire ed il fare …
Non trova il coraggio di guardare negli occhi il papà e dirgli tutto quello che ha nel cuore, e lui è diventato più taciturno del solito.
Al mattino lui l'accarezza teneramente, le sussurra che lei è il suo tesoro e se ne va a testa bassa, e la sera se ne sta inchiodato davanti alla televisione sorridendo mestamente alle moine di Lisa.
Lisa ha deciso, invece di andare dalla zia Adele come promesso se ne torna a casa per risolvere la situazione.
Solo la luce del salotto è accesa, lei pensa che il padre si sia addormentato davanti alla televisione, la voce femminile che sente è certamente un film. Entra silenziosa per non svegliarlo, si affaccia al salotto e ... rimane di stucco.
Il papà è sdraiato nudo sul divano con  le gambe allargate, e una ragazza nuda inginocchiata davanti a lui gli sta tenendo il suo bastone di carne lungo e rigido in mano, e lo mena su e giù facendo gemere il suo papà.
Lisa vede per la prima volta il membro del babbo, rimane affascinata dalla bellezza del pezzo di carne, le sembra di sentirne ancora il sapore in bocca. Rimane inchiodata a guardare il babbo che si dimena con il viso stravolto dal piacere, lo trova bellissimo, così nudo con tanti muscoli e peli, col suo pisello enorme e maestoso che sembra un serpente vivo, e i gemiti che lei aveva solo sognato.
Rimpiange di non aver mai aperto gli occhi, di non averlo mai visto nudo e in piena luce, rimpiange anche di non essere al posto della ragazza inginocchiata che sta leccando e  imboccando con fervore il pistolone del papà.
Sente che la sua fichina comincia a palpitare, e sente un tuffo al cuore nel sentire che la ragazza parla al suo babbo come avrebbe voluto fare lei.
-- Si, Riccardo, paparino mio, mi piace il tuo cazzo … hai un bel cazzo paparino bello … è tutto per la tua bambina vero ?--
-- Si tesoro … lecca il cazzo del tuo papà … lecca tesoro …--
-- Senti Riccardo, ti piace veramente il numero della bambina che ti succhia il cazzo vero ? … Però hai veramente un bel cazzo, si, hai un bel cazzo per davvero … --
-- Taci … continua a fare la bambina … ti prego … --
-- Va bene … va bene, sei tu che paghi … oh paparino, la tua bambina ti lecca tutto … vuoi sborrare nella mia bocca papà ? … dai papà, sborra … sborra in bocca alla tua bambina … --
Lisa crede di impazzire … il cuore gli è arrivato in gola … il suo papà sogna di essere con lei … e il suo bel bastone duro è in bocca a quella deficiente … cazzo lo ha chiamato, come le brutte parole che dicono i ragazzi … quel bel cazzo appartiene a lei, è lei la vera bambina, quella vera … il babbo ora sta gridando e grugnendo, e il suo cazzo ha cominciata a spruzzare latte come una fontana, quei grugniti e spruzzi di miele appartengono a lei e non a quella stronza che lo sta leccando e  succhiando …
Lisa sente una pugnalata al cuore, deve essere gelosia, fa male, tanto male, anche se la sua fichina si è bagnata … fa troppo male, uno strano dolore che si infiltra nelle vene e nella testa.
Se ne va silenziosamente nella sua cameretta e piange amaramente fino ad addormentarsi.
Al mattino è lei che fa l'imbronciata, ha dormito poco e male e non trova il coraggio di dire qualcosa, si metterebbe a piangere.
Il babbo le accarezza la testa come sempre, le sussurra un " buongiorno bambina mia, ti voglio bene ", e se ne va di fretta.
Per Lisa la notte è stata un tormento, ma il giorno è ancora peggio, non ha voglia di andare a scuola, sta rannicchiata piagnucolando un po' sul divano coi pensieri neri e poi si mette a pulire la casa come una pazza.
Poco a poco cresce in lei la risolutezza che lei ha irrobustito fin da bambina, lei ha sempre dovuto arrangiarsi da sola, mette a posto la casa per bene e verso sera si prepara per l'arrivo del papà. Si fa una doccia, s’ improfuma per bene, indossa il più bel vestitina che possiede e prepara la cena. Volutamente non indossa le mutandine, sentendosi la fichina scoperta si sente femmina come non mai.
Quando il babbo arriva stanco, lei si fa trovare in cucina indaffarata, lo chiama e gli sorride vincendo il timore che ancora non è scomparso.
-- Ciao papà, come va ? Sei stanco ? --
- Ciao tesoro … beh, un po', ma … ti è passato il broncio Lisetta ? Stamani sembravi un diavoletto nero … --
-- Si, mi è passato … ma se avevo il broncio era per colpa tua … --
-- Colpa mia ? Diomio tesoro … perché colpa mia ? -
Lisa  si fa coraggio e alza la gonna mettendo in mostra il suo bel culetto sodo.
-- Dimmi un po', mi trovi carina papà ? Dimmi … sono brutta ? -
Il padre rimane di stucco, diventa leggermente rosso e imbarazzato balbetta con voce insicura.
-- Diomio cosa fai Lisa … certo che ti trovo bella … anzi, sei bellissima, ma … --
- E allora perché hai portato a casa quella puttanella ieri sera ? Vi ho visti sai … ho visto, ed ho sentito tutto ! -
Il padre diventa smorto in viso e non riesce a proferire parola, è imbarazzato come non mai, e non sapendo come reagire si rifugia in sala e si abbandona sul divano. Lisa ormai è risoluta, leva il vestitino e col cuore batte forte si fa coraggio ed entra in salotto nuda come Eva.
Si mette davanti al papa allibito e con voce tremante cerca le parole adatte.
-- Guardami papà … guardami … sono più bella io o quella puttanella ? … mi ha fatto male sai vederti con lei … --
-- Ma Lisetta, devi capire che … --
-- No, non capisco … mi hai accarezzato tante volte e … non dormivo sai … facevo finta … mi piaceva …--
Il padre si nasconde il viso tra le mani tremando, Lisa sente un singhiozzo ed il suo cuore si gonfia, si avvicina al padre e lo accarezza.
-- Papà, ti voglio bene … ti voglio tanto bene … lo so che … --
Prende la mani del padre le scosta dal viso rosso congestionato e se le posa sul culetto, sentendo che rimangono immobili come pietrificate, se le strofina sul ventre e sulle tettine.
-- Papà, sono il tuo tesoro … papà ti prego, dimmi che sono il tuo tesoro, che sono solo io la tua bambina … non essere triste ti prego, accarezzami come hai già fatto … mi piace sai ? --
- Oooh … Lisa … tesoro … bambina mia, mi fai … diomio come sei bella … mi ricordi la mamma … mi scoppia il cuore tesoro … sei bellissima … --
Lisa si inginocchia davanti a lui come ha vista fare dalla puttanella ieri sera e comincia ad accarezzare la patta dei pantaloni del babbo che si scosta come se fosse morso da una tarantola.
-- Nooo, cosa fai Lisa … noooo … --
-- Papà … voglio vedere il tuo … ti prego … me lo hai messo in bocca ricordi ? … lasciami … --
-- Nooo, non devi ... oddiomio … Lisetta … tesoro … --
Lisa sta armeggiando risoluta sui pantaloni e riesce a introdurre una manina e trova la carne del padre. Il suo armeggiare ha chiamato in vita il bastone di carne che lentamente s’ indurisce, lo tira fuori e finalmente lo può vedere da vicino.
-- Oh papà … sei bello … il tuo coso e bello papà … --
-- Lisaaaaa … bambina mia …--
-- Si papà, sono la tua bambina … mi piace il tuo … il tuo cazzo papà, mi piace tanto … lascia che te lo baci … voglio baciartelo … ---
Il cazzo del papà si è fatto veramente grosso, le manine maldestre di Lisa lo maneggiano inesperte e lo tastano curiose. Il padre ansima e implora " noo bambina mia, noo ", ma non si scosta, si distende e comincia ad occhi chiusi a gemere come un neonato.
Lisa sporge la lingua e comincia a leccare la pelle del membro paonazzo, sente il calore e quell'odore di maschio che aveva fatto bagnare la sua fichina. Non riesce a staccare gli occhi dal cazzo del papà che sembra ingrossarsi ancora di più, lei non ne ha mai visti di così grossi, ha visto solo quelli dei bambini, ma questo del papà le pare un mostro.
-- Diomio che grosso papà … ti piace così ? … ti bacio bene papà ?-
-- Ooooh Lisa … Lisetta … mi fai impazzire … --
-- Sei mio vero? Sei il mio papà … e il tuo cazzo è mio vero ? -
-- Ooooh … si tesoro … siii … --
-- Non porti più puttanelle in casa vero ? Tu sei solo mio !-
-- Oh, si tesoro … si … --
-- Prometti ? -
-- Si Lisa … te lo giuro … --
Lisa aumenta le leccate, sentire il papà in suo potere le fa scaldare il ventre, la sua fichina  comincia a pulsare ed a bagnarsi, il cazzo del papà sembra magico, vibra e sta dritto come un campanile.
-- Papà, mi si bagna la fichina … mi piace il tuo cazzo papà … mi fa tremare il ventre … --
Il padre geme e si contorce sul divano, il suo bacino a volte scatta in avanti incontro alla bocca della figlia, ma il suo cazzo è troppo grosso per l'adolescente, riesce solo ad infilare la cappella turgida e paonazza. La ragazzina lo ha coperto di saliva, e non si stanca di far guizzate la sua linguetta come un serpente sulla cappella violacea e gonfia del papà. Ci ha trovato veramente il gusto.
-- Oh Lisa, sei proprio come la mamma … --
-- Si ? Te lo leccava anche lei ? -
-- Oh si … diomio se lo leccava … ne andava pazza … --
Lisa si sente felice, ora è lei al posto della mamma … e il cazzo del papà è suo, solo suo.
Ormai anche lei ha cominciato a gemere, la sua fichetta pulsa indiavolata e lei non sa trattenere i gemiti.
Quando il papà l'accarezzava di nascosto lei li doveva trattenere, ora sente che è bello lasciarsi andare, non sarebbe più capace di sentire il cuore battere e la fichetta palpitare senza poter gemere.
-- Papà … ti prego, spogliati … ti voglio vedere nudo … ho la fichetta bagnata sai … spogliati … --
Il padre con gli occhi arrossati dalla voglia è in preda alla frenesia, le mani inesperte della figlia lo hanno martoriato, si spoglia in battibaleno e sdraia il corpicino della figlia sul divano.
-- Diomio come sei bella Lisa … e come sei calda … sei tutta la mamma … si tesoro, gemi … mi piace sentirti gemere Lisetta … vuoi che ti accarezzi ? Sei la mia fichina vero ? -
-- Siii papà, accarezzami … accarezzami la fichina … sono tua papà, solo tua … --
Anche il padre ha la mente in subbuglio, il corpicino della figlia è un capolavoro di guizzi e tremiti, i capezzolini sono diventati turgidi e le tettine minute sembrano gonfiate e lui si sente come ubriaco di felicità, se aveva ancora dei timori oscuri ora sono scomparsi del tutto, è come allucinato.
Infila un dito nella fichetta della figlia e la trova bagnata e palpitante.
È proprio come la sua povera moglie, calda e passionale, con la fica sempre pronta a reagire e a donarsi con passione.
Sente la labbrine della fica minuta allargarsi e le mucose bruciare, accarezza teneramente quel fiore di carne con il polpastrello e lo fa scorrere lentamente godendo i gemiti che la ragazzina non sa trattenere, sembra un animaletto che si contorce dal piacere. Infila un dito fino ad incontrare la resistenza dell'imene, la sua bambina è vergine come quando ha conosciuto sua mamma, e come sua mamma geme e smania senza ritegno … le fa scoppiare il cuore la sua bambina … e gli fa tremare il cazzo dalla voglia.
-- Lisetta … amore mio, prendimi il cazzo in mano, ti prego … fammi godere Lisetta mia … fai godere il tuo papà … come la mamma , dai … fammi sborrare … --
Lisa qusi grida … è in preda ad un parossismo che la fa impazzire …
-- Siiii … siiii papà, ti faccio godere … oddiomio papà, ti voglio vedere sborrare … siii … --
Con la fica in fiamme, la ragazzina  si getta sul cazzo del papà e lo agguanta cominciando a menare su e giù come ha visto fare. La sua manina è talmente piccola che una gran parte di cazzo rimane libera al vento. I suoi movimenti sono febbricitanti e veloci, il cazzo è talmente lungo che lei con la sua manina deve veramente affanarsi per poterlo lisciare da cima a fondo.
-- Fai piano tesoro … me lo stacchi così, fai piano … oooh, siiii, cosììì … --
-- Sei mio, vero papà … il tuo cazzo è mio … e della mamma, vero ? --
-- Si amore, è tuo … e della mamma … oddiomio come mi faceva sborrare la mamma … ooooh … tesoro, sei brava … sei il mio tesoro … sììì … cosììíì … mi fai sborrare amore … continua cosììì ….-
Lisa sente per la prima volta il calore e la durezza di un pene, la grossezza del pezzo di carne la impressiona, non avrebbe mai pensato che potesse diventare di tali dimensioni, ma col cuore che batte da pazzi ne sta gustando ogni centimetro, ogni vena, cerca ogni insenatura con la lingua e gusta i grugniti del babbo.
Si accorge che il cazzo è la chiave di tutto, ad ogni stretta o morsetto che lei dà il babbo reagisce immediatamente con ruggiti e contorsioni, lui è veramente nelle sue mani, nel vero senso della parola, e Lisa si ricorda le parole della puttanella.
-- Vuoi sborrare papà ? … Vuoi  sborrare per la tua bambina vero ? -
Il babbo grida, ha gli occhi annebbiati e le mani rattrappite con le nocche bianche, avrebbe già sborrato la spina dorsale se la sua bambina avesse più esperienza e gli menasse l'uccello a dovere, ma i movimenti maldestri lo fanno ammattire, la passione che ci mette la sua bambina è grande e lui si sente sfinire dallo sforzo che sta facendo per venire.
Il calore del culetto della sua bambina seduta sulle sue cosce, la sua manina che gli maltratta il cazzo gonfio e sensibile e la vocina che lo incita come faceva sua moglie, lo trasportano nei momenti magici che sua moglie gli sapeva donare e gli sembra di sentire la sua voce che lo incitava e che lo faceva morire.
-- Sborra … sborra amore … bagnami tutta, dammi tutto tesoro … --
E lui sborrava anche il cuore … ed ora la sua bambina sembra aver imparato chissà dove …
-- Sborra papà … sborra per me papà … bagnami tutta, dammi tutta la tua sborra … --
Lo scoppio che già rintronava nel suo cervello si trasmette ai suoi fianchi e sente i muscoli del culo e delle cosce contrarsi e dal bacino che sussulta partono scariche che sembrano di fuoco.
Scariche che gli arrivano da tutte le viscere e spingono lo sperma a fiotti come fucilate, spruzzi di latte bianco che fanno gridare di piacere la sua bambina che tiene stretto il pene guizzante incapace di arrestare gli schizzi che ne escono.
Lisa sta vedendo da vicino per la prima volta lo sperma schizzare, e lo sbalordimento non è grande come il tremore che la sta scotendo. Il suo papà con gli occhi chiusi geme e sussulta, per lei è un momento sublime, tutto il corpo muscoloso è schiavo della sua manina, lo vede tremante, contratto e incapace di frenarsi, si sente femmina come lo era certamente la mamma.
-- Papà … oooh papà … --
Si china su di lui e bacia il viso arrossato e leggermente sudato, sente la barba maltagliata grattare le sue guance roventi, e gusta il respiro affannoso e pesante del babbo.
Quando lui apre gli occhi annebbiati a lei sembra di notare un mezzo sorriso, il viso del papà si rilassa e lei nota benissimo i lampi di piacere che lui ha negli occhi.
-- Lisetta … oh Lisetta mia … mi fai morire .. -
Il papà però non sembra morire, è disteso e rilassato e felice, lei lo nota, si distende su di lui e si siede sul suo babbo, sul suo cazzo che si sta rammollendo. La sua fichina brucia e a contatto con la carne semirigida  sembra palpitare ancora di più. Accomoda le labbrine della sua fichina sul pene e si accuccia sul petto ansimante del papà.
-- Sei bello papà … mi piace vederti così … ti è piaciuto … sono stata brava ? -
-- Oh tesorino … mi hai fatto sborrare l'anima … ti voglio bene tesoro, ti voglio tanto bene … --
-- Sono stata come la mamma ? … Sono stata come lei ? -
-- Oh … si, come lei … diomio … --
Lisa si aggomitola sul corpo del babbo e stringe le coscette sul cazzo che tiene prigioniero, e col cuore gonfio di commozione sente che lui, il suo papà, è il suo mondo, lui appartiene a lei come lei appartiene a lui.
-- Dimmi com'era la mamma papà … piaceva anche a lei … --
-- Oddiomio se le piaceva ! … Non ne aveva mai abbastanza di me … e del mio … Era come te tesoro, mi faceva morire ogni volta … --
Lisa sente che il cuore del papà batte ancora forte, lo sente rimbalzare nel petto muscoloso … e sente che il pezzo di carne che lei tiene stretto fra le sue coscette si sta irrigidendo ancora, sta diventanto duro come lo era prima dell'esplosione.
-- Oh papà … il tuo coso …  il tuo cazzo si sta indurendo … -- Si allunga un po', si accosta ad un orcchio del suo papà e sussurra. - Papà … mettilo nel mio pancino … ti prego papà … mettimelo dentro … --
Il papà ha un sussulto … si irrigidisce un po' e con voce roca sussurra.
-- Lisetta … bambina mia … sei vergine … non … --
Lisa scorda tutto quello che le sta attorno, il suo mondo ora è sotto il suo corpicino adolescente, tutto quello che ama è appiccicato alla sua pelle, il calore e l'odore dell'alito del papà sono il suo mondo.
-- Papà … hai sverginato la mamma ? -
-- … Si … sono stato io il primo … ---
-- Ti prego papà … voglio che tu sia il primo anche con me … come con la mamma … o vuoi che sia qualcun altro a … --
-- Oh Lisa … Lisetta … --
Anche per lui è svanito da tempo tutto quello che sta attorno … si sente preso dalla magia delle braccine e dal calore del corpicino che sta incollato al suo, e il suo membro duro sembra anelare di infilarsi nel ventre che lo sta bruciando.
Con il cuore gonfio di desiderio e la mente vuota da ogni freno, allarga le cosce della figlia ed appoggia la punta paonazza e gonfia nella piccola fessura umida.
Frena a malapena lo scatto che ha nei fianchi, non vuole fare come allora, quando aveva brutalmente sventrato la moglie, allora non era riuscito ad usare la tenerezza che ora sente, non deve fare lo stesso sbaglio, la sua bambina è troppo tenera ed indifesa.
Si infila lentamente fino a sentire la membrana che lo divide dal paradiso che la sua bambina racchiude nel ventre, si ritira e leva la sua cappella umida ansando come se gli mancasse aria nei polmoni.
-- Papà … entra ti prego … vieni nel mio pancino … ti voglio papà … ti voglio … --
Anche sua moglie aveva implorato … si accovaccia sulla figlia cercando di non schiacciarla, le fa allargare le gambe e se le appoggia ai fianchi … la sua mano guida il cazzo vibrante e lo appoggia nuovamente tra le labbra della fichina minuta … sforza con leggeri colpi la piccola fessura e si ritrova a  cozzare contro la pellicina …si appoggia sui gomiti, bacia il volto arrossato che lo sta fissando con gli occhi sbarrati e raccoglie nelle sue mani il capo della figlia.
Lei lo sta fissando implorante, ha il viso contorto da una smorfia dolorosa e la bocca aperta ansante …
-- Sììì … sììì papà … --
La stringe teneramente … e da un colpo di fianchi … il suo cazzo si infila lacerando e allargando, si sente entrare nella carne tenera e calda della figlia che scatta come colpita da un fulmine. Il grido lacerante che lui sente lo fa agghiacciare, rimane immobile col membro infilato fino alla radice, stringe il corpicino che vibra scalmanato ed asciuga le lacrime che sgorgano dagli occhi stretti della figlia.
Cerca di soffocare le grida con la sua bocca, circonda con le labbra le labbra della figlia e lascia che le grida si perdano nella sua gola.
Rimane immobile fino a sentire che il corpicino si calma, il suo cazzo stretto nel ventre di Lisa sta pulsando e sta bruciando dal calore che gli trasmette la carne del ventre della figlia, non azzarda nessun movimento, è troppo intenso anche per lui e non vuole sborrare, deve fare uno sforzo enorme, lo stimolo che sente è come una spada nel cervello e nei lombi.
Le grida della figlia si sono trasformate in un gemito continuo, ed il corpo che lui tiene stretto con tenerezza  ha smesso di sussultare, se ne sta abbandonato ed inerte come se fosse privo di vita.
Il membro enorme che tiene nel ventre sembra vivere, guizza e freme, Lisa lo sente, il dolore che le ha provocato è stato come una pugnalata, ma ora sente solo premere le sue mucose che hanno cominciato a palpitare come se volessero salutare l'intrusione.
-- Papà … diomio che male mi hai fatto … ora è passato … ti sento sai papà … ti sento nella mia pancia … sei tutto dentro vero ?--
-- Si tesoro … oddiomio … mi fai morire Lisetta … mi fai impazzire … --
Lui non trova ancora il coraggio di muoversi, il suo cazzo è troppo duro e gonfio, non deve fare l'errore che ha fatto anni fa, sentire il corpicino della figlia che si sta rianimando è la conferma che va bene così, e, anche se gli sta costando uno sforzo tremendo, rimane immobile con la sua spada infilata nella fichetta sanguinante.
Lisa ha incominciato a muovere il culetto, sente che la carne dura del papà è infilata immobile, lei la vuole sentire, ora che il dolore è svanito comincia a sentire un formicolio strano invaderle il ventre, sente colare lungo le cosce un rivoletto caldo e vischioso, forse è sangue, ma un calore indicibile sta invadendola tutta.
Sente che la sua fichina sfregandosi contro il pube del padre le manda scosse per tutto il corpo. Il suo clitoridino gonfio strusciando contro i peli del babbo invia scariche elettriche al suo cervello già annebbiato, lo stanno facendo esplodere. Il suo corpo comincia a sussultare senza ritegno ed un'esplosione immensa le scoppia nel cuore e nella pancia. La sua fica comincia a contrarsi e lei deve lanciare un altro urlo.
Ma non è di dolore, è il disperato piacere che le ha invaso ogni fibra, dal cervello alla punta dei piedi è una scossa elettrica che non vuole smettere.
Il padre sente che la figlia sta godendo, è colta dall'orgasmo che forse è il primo, sta aggrappata a lui come se stesse afogando, lui sente che non può resistere, le contrazioni della vagina si trasmettono al suo cazzo e l'esplosione è inarrestabile.
Ormai sente che i primi spasmi lo stanno assalendo, tenta di svincolarsi, ma il corpicino esile è avvinghiato come una liana, non riesce a liberarsene … e sborra anche l'anima nella figlia che sta gridando e gemendo.
Anche lui deve gridare, carponi sulle ginocchia e sui gomiti, non può evitare che il suo cazzo si svuoti con fiotti violenti, la sborra che sta gettando sembra non voler cessare nemmeno quando sente che le braccine lo lasciano e si abbandonano sfinite sul letto.
Rimane ancora infisso finchè il suo cazzo comincia a perdere la sua aggressività, si sfila e accarezza la figlia tramortita e gemente.
La sua bambina ansima e di tanto in tanto ha un sussulto che la scuote tutta, le sue gambe allargate ed abbandonate mettono in mostra la sua fichetta dilatata e arrossata, un rivolo di sperma mescolato a del sangue la sta colando  giù verso il culetto, lui prende un fazzoletto e la pulisce teneramente.
-- Oh Lisetta … Lisetta mia … mi hai fatto diventare pazzo … tesoro, il tuo papà ti vuole tanto bene … --
La voce di Lisa sembra un sussurro …
-- Anch'io papà … ti voglio tanto bene … tanto … tanto da morire … --

*****
dinosaurio




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