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 RACCONTI EROTICI

» la siciliana in toscana!
inviato da: mely
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Ancora una volta Mauro fu svegliato dal suono del campanello.
Si era assopito dopo pranzo leggendo l'ultimo numero di Tex, ma questa volta si alzò con più voglia.
Cazzo, era impresentabile, capelli arruffati, occhi ancora chiusi, e soprattutto, non avendo avuto il tempo di cambiarsi ne' di lavarsi aveva ancora i boxer un po' sporchi della sega mattutina.
Era Luisa davvero, e lui si presentava in questo modo, meglio non aprire la porta.
Dallo spioncino poteva vederla, vestita come la mattina, ma questa volta truccata di tutto punto e con due splendidi orecchini.
"Ciao Luisa, scusa, non posso aprire, mia madre dorme, mi ha lasciato detto che sotto di noi affittano, sono tre stanze, vacci ora, li dovresti trovare, dopo ripassa a farci sapere"
"Ma sei sicuro che dopo tua madre non dorma più"
"No!!!!! Ma che dici, ora tanto si sveglia e se ne va, cioè, se ne va via dal letto. Beh si, insomma, vieni pure"
"Ok, a dopo"
"In bocca al lupo" - e in culo a te, guarda che belle chiappe sode e carnose - pensava Mauro.
Panico, sarebbe passata da lui? Doveva cambiarsi e lavarsi.
Sua madre non c'era davvero, aveva mentito spudoratamente ed aveva sì e no dieci minuti per lavarsi cambiarsi e farsi bello, così si infilò sotto la doccia e iniziò a lavarsi.
Finita la doccia passò al lavandino, dove spese 10 minuto per lavarsi i denti con una mano, mentre con l'altra si asciugava i capelli con il phon.
Guardò l'orologio, sette minuti netti, il più era fatto, un paio di jeans e una maglietta prima di mettersi rilassato sul divano ad ascoltare la radio...
Era passata più di mezz'ora e di Luisa nessuna traccia.
Mauro cominciava a disperare, e uscì sul pianerottolo.
Non volava una mosca, il silenzio delle 4 del pomeriggio in quel palazzo era devastante.
-Non c'è niente da fare, lo sapevo, giù non solo l'hanno scacciata per cui lei non tornerà, ma per di più adesso se la sarebbero rifatta con me che avevo dato la notizia dell'affitto-
Sconsolato Mauro rientrò in casa quando si ricordò che per anni aveva origliato il piano di sotto sdraiato sul parquet di sala, e aveva sentito le lunghe litigate tra quei due coniugi romani.
Come un ragazzino che si arrampica su un albero per rubare le ciliege Mauro si distese in ascolto, ma questa volta non sentiva niente -che avessero scoperto che li origliava e avessero rinforzato il solaio?-
"Ma che fai, hai perso qualcosa"
Era Luisa che stava entrando in casa
"Avevi la porta aperta e sono entrata"
"No, non ho perso niente, stavo ripassandomi, o meglio, sì insomma, cercavo un orecchino, ma non mio, no, di mia madre, che però ora è andata via"
Luisa capì che in quel discorso confusionario non c'era un grammo di sicerità e si domandava realmente cosa stesse facendo carponi sul parquet.
"Allora, non lo fai un caffè alla tua nuova vicina di casa. Mi hanno affittato l'appartamento. C'è voluto un po' per convincerli, ma poi ho detto che ero una vostra amica di famiglia, e hanno accettato. Devo ringraziarvi. Vi inviterò a cena quando mi sarò sistemata"
-Calma Mauro, rifletti, questo gran pezzo di fica non solo si è trasferita sotto di te, ma tu ne sei l'artefice e meriti un ringraziamento?
Mah, deve essere il mio giorno fortunato-
"Il caffè??
Sì te lo faccio subito, mettiti comoda sul divano che arrivo.
Mauro fece in tempo a chiudersi in cucina che già il suo cazzo era duro come una roccia delle Dolomiti, e gli ci volle qualche minuto prima di calmarsi.
"Ecco il caffè, scusa il ritardo ma avevo problemi... di pressione, con la macchinetta" Mauro le porse la tazzina e si sedette sulla poltrona di fronte a lei.
Parlarono per una buona mezz'ora, durante la quale lei le raccontò che veniva dalla Sicilia, da Agrigento, e studiava al 4 anno di ingegneria, anche se i primi tre anni li aveva fatti a Palermo.
Ma voleva vedere il mondo, visto che in 23 anni della sua vita non era mai uscita dalla Sicilia, e così decise di iscriversi a Firenze, città che la aveva sempre attratta.
Non era stato semplice partire, giù in Sicilia aveva molti parenti e un fidanzato molto geloso, che le telefonava ogni sera per vedere se era già andata a letto o no.
Lei lo amava, e si sarebbero sposati.
Mauro non aveva niente da dire, le raccontò un po' di Elena, la sua ex ma fu molto vago, anche perché ipnotizzato dai suoi occhi e dal suo sorriso.
"Oh no, guarda che cosa ho fatto, mi sono versata tutto il caffè addosso!"
Urlò ad un certo punto Luisa; in effetti c'era una vistosa macchia a forma di cuore sulla camicetta, e neanche a farlo apposta all'altezza del suo seno.
"Aspetta, vieni in cucina, che ho lo smacchiatore" Mauro la condusse in cucina e prese lo smacchiatore
"Dai Mauro, fai te, non so come si usa" Mauro non se lo fece ripetere due volte e iniziò a smacchiare la camicetta di Luisa.
Il contatto così stretto con il suo corpo fu come una miccia, e Mauro sentiva che le mutande gli tiravano.
Se ne era accorta anche Luisa, che aveva iniziato a strofinarsi con la gamba sui suoi pantaloni.
Mauro iniziò a pensare non più con il cervello ma con un'altra parte del suo corpo e iniziò a spingere la sua opera di smacchiatura sempre più in basso fino a farla diventare una vera e propria palpata di seno.
Luisa sembrava gradire la cosa, visto che lasciava fare, e anzi, aveva aumentato le sue passate di coscia sul cazzo di Mauro.
"Non mi prendere per una ragazza facile, ma sei un ragazzo bravo e carino, e meriti una ricompensa per avermi aiutato, andiamo in salotto"
Arrivato in salotto si misero a sedere sul divano e Luisa iniziò a baciare Mauro, avvinghiandolo a se.
Il contatto con quelle labbra era micidiale e a Mauro piaceva da morire.
Mentre si baciavano le sue mani scorrevano sul suo corpo, assecondandone le curve e le forme.
Ora le aveva sul suo culo, che stringeva a se, poi le spostava sulle gambe, e nelle cosce, fino a giungere al ventre, per sfiorarlo.
Luisa ebbe un sussulto ma continuò a succhiare la lingua di Mauro che in quel momento si trovava completamene nella sua bocca.
Anche lei si dava da fare con le sue mani e accarezzava la schiena di Mauro, e il suo sedere, e anche lei giunse a sfiorare la sua virilità, stringendola nei pantaloni e modellandone la forma.
"Aspetta, mettiamoci più comodi" fece Luisa, e iniziò a spogliare Mauro, prima la maglietta e poi i jeans, non senza difficoltà, visto che i suoi boxer faticavano a contenere il cazzo di Mauro.
"Spogliami dai, Maurino"
Mauro iniziò a baciarle i seni e con i denti cominciò a sbottonarle la camicetta.
Sempre con la bocca le calò i pantaloni finché non rimase solo in mutande e reggiseno.
A quel punto Mauro si fermò ad osservarla.
Pelle liscia e profumata che pianava le sue forme e la rendeva attraente e provocante.
L'intimo bianco risaltava sulla sua carnagione marrone e il reggiseno, probabilmente una quarta le comprimeva le poppe spingendole verso l'alto.
Luisa finì di spogliarsi e di spogliare Mauro, e lo fece sedere.
Gli allargò le gambe e si accoccolò per terre iniziando a baciargli i pettorali, per poi scendere fino al pube.
Osservò quel cazzo, non molto grande, ma sicuramente duro, che prese in mano, e iniziò a menarlo adagio, mentre la sua bocca giocava con le palle, succhiandone alternativamente prima una e poi l'altra.
Mauro chiudeva gli occhi e si limitava a godere di quell'immenso piacere che sentiva.
La bocca di Luisa saliva fino ad arrivare sulla punta della cappella, che baciava come se fosse una bocca, dando forti colpi di lingua che facevano gemere Mauro di piacere.
Il pompino era ormai arrivato al momento cruciale, e Luisa con un rapido colpo prese in bocca tutto il cazzo iniziando a succhiare e a leccare, mentre le mani avevano preso il posto della lingua tra le sue palle, girandole e schiacciandole.
Mauro da parte sua gradiva e, alzatosi in piedi le prese la testa, gustando il contatto con i suoi morbidi capelli, spingendola verso il suo ventre, mentre ritmicamente si muoveva avanti e indietro, simulando una scopata in quella fica della sua bocca.
Le succhiate di Luisa erano a volte forti a volte deboli, e alternava la lingua a lunghi colpi di mano che facevano scorrere la pelle del suo cazzo su e giù nascondendo e rimostrando la cappella.
La saliva di Luisa colava sulle sue tette, formando fiumi e torrenti di piacere, fino a gettarsi nel mare in tempesta dei suoi umori vaginali che uscivano copiosi dalla sua fichetta.
Arrivato al punto di non ritorno i coglioni di Mauro si contrassero e si ritirarono, Luisa percepì il momento e si fermò a succhiare la cappella, mentre con la mano lo menava furiosamente.
Un lampo e caldi getti di sperma si riversavano nella sua bocca, mentre Mauro ansimava e si divincolava in preda al piacere mentre Luisa non accennava di smettere il suo pompino.
Poco dopo Mauro stravolto la staccò dal suo cazzo e si accasciò sul divano, mentre Luisa approfittò per correre in cucina e sputare lo sperma che aveva in bocca nel lavandino.
Tornata in salotto trovò Mauro in piedi, con il cazzo quasi fuori combattimento, e i due si baciarono intensamente mentre le loro mani esploravano i loro corpi ormai nudi.
"Adesso tocca a te" sussurrò Mauro nell'orecchio di Luisa che stava leccando.
E la fece distendere per terra. Mauro chinatosi sul suo ventre iniziò a baciarle l'ombelico, e a fare lunghi giri di lingua attorno all'apertura della sua fica.
Era ben tenuta, pelosa, con un pelo castano morbidissimo, e profumata, parte di sapone intimo, parte di umori e liquidi che la rendevano una palude.
La sua lingua faceva cerchi sempre più piccoli, chiudendosi sul clitoride, che Mauro iniziò a succhiare.
Appena le sue labbra si erano posate su quel grilletto d'amore Luisa si era inarcata urlando di piacere ed aveva schiacciato il suo ventre contro il viso di
Mauro che continuava a leccare e a succhiare.
Luisa, che era già venuta mentre succhiava il cazzo di Mauro venne una seconda volta, e i suoi gemiti convinsero Mauro a spostare le sue attenzioni, facendole passare la lingua sul taglio della fica nella parte più bassa.
Era quella una zona molto sensibile, almeno per la sua ex, e si auspicava che lo fosse per tutte le ragazze.
Era così e Laura godeva come non mai, perdendo il conto dei suoi orgasmi.
Ma quando Mauro tentò di infilarle la lingua nella fica Luisa ebbe uno scatto, si girò e lo respinse.
Rossa in viso, ansimante e sudata dal piacere sussurrò
"No, sono fidanzata, e la mia verginità è il dono di nozze per il mio fidanzato, ti prego, smettila, piuttosto, vieni qua" e così facendo, accortasi della nuova erezione di Mauro lo fece sedere sopra di lei, facendogli infilare il cazzo tra le tette
"Ti piacciono le mie tette?"
"Si, le amo" e Mauro iniziò a cavalcare su quella splendida spagnola che Luisa le stava facendo.
Lei stringeva le braccia e premeva le mammelle contro il suo cazzo, che annegava in quelle montagne di carne morbida e soffice.
"Dai, voglio farti venire, siediti" e con Mauro seduto gli prese il cazzo in mano e lo fece venire a suon di colpi su e giù, prendendo in una mano lo sperma per non macchiare il pavimento.
Luisa chiese del bagno, si lavò e si rivestì.
Anche Mauro, stravolto dalle due sborrate si rivestì e continuarono per un po' a baciarsi e a carezzarsi sul divano, anche se il cazzo di Mauro era fuori combattimento.
"Così te e il tuo fidanzato andate avanti a seghe e leccate?"
"Più o meno, ma capita di rado, perché se ci scoprissero io sarei svergongata davanti al paese, e lui subirebbe la vendetta della mia famiglia, tanto lui ha le puttanelle del clan che lo soddisfano quando non ci sono. Succede sempre così, e non è un segreto. Se io vado con un uomo divento una svergognata, se lui va con tre puttane tutte insieme viene applaudito dai suoi amici"
"Ma se devi rimanere vergine puoi sempre fare l'amore usando la porta posteriore"
"Ma sei pazzo? Queste sì che sono cose da puttana, io sono una ragazza per bene, hai visto, non ho bevuto neanche il tuo seme. Senti, devo andare, stanotte ho il treno per Agrigento, vado a prendere le mie cose. Torno tra quindici giorni, e avrò bisogno di una guida per la città"
Così dicendo strinse forte la patta dei pantaloni di Mauro, che con grande stupore offriva un cazzo nuovamente duro
"Che vedo, siamo di nuovo in tiro, ma io devo andare, fai da solo vero qua??"
Stringengo sempre di più il cazzo di Mauro.
"Dai, Luisa, non scherzare, dove la trovo una come te?"
"Non esagerare, e ricordati che sono fidanzata, e cerco solo un po' di esperienza per non deluderlo, sai, questo di oggi era il mio primo pompino, ma ora ciao!"
E se ne andò via.
Mauro rimase per

un po' a guardare il soffitto, quando si ricordò di averlo duro, e, infilata nel videoregistratore una cassetta porno si fece una sega
-Te la dò io l'esperienza Luisa, non ti preoccupare, il tuo fidanzato dovrà ringraziarmi! - e mentre già si gustava il prossimo incontro con Luisa il suo cazzo fece il canto del cigno, e schizzando una misera gocciolina venne per la quarta volta in quel giorno. Da quando Luisa era tornata al suo paese le giornate per Mauro tornarono alla normalità e lo studio per il prossimo esame distoglieva la sua mente dagli sporchi pensieri sul corpo di quella amorevole siciliana.
Dopo quindici giorni puntuale all'appuntamento Luisa si presentò in quel palazzo carica di bagagli. Era Luglio e il caldo a Firenze in quei periodi è infernale; memore dei modi di ringraziare della gente siciliana Mauro si offrì ugualmente in veste di facchino, sperando in una ricompensa futura. Tre piani di scale per sette valigie, ma che ci aveva messo in tutte queste borse?
"Non ho portato molto: a casa ho due armadi pieni di vestiti e una intera libreria, sai, mi piace molto leggere, per non parlare della mia collezione di CD, ne ho quasi cinquecento. A proposito, ho bisogno di uno stereo, dove posso comprarlo?"
"I vestiti? Ah no, lo stereo, sì, al centro commerciale... e questa era l'ultima valigia."
Luisa mostrò la sua gratitudine schioccando un sonoro bacio sulla guancia di Maurino, che in verità si aspettava qualcosa di più, e per questo rimase impalato lì sulla porta come se fosse stato un facchino in un albergo.
"Beh? Che fai lì tutto impalato come uno stoccafisso? Non vorrai mica la mancia vero? E poi come ti pago, non mi sono portata soldi per il viaggio, e devo andare a un bancomat. Ma poi scusa, sei tutto sudato!"
Mauro si guardò ed effettivamente non era molto attraente, i capelli arruffati, la barba di due settimane, e la maglietta che ostentava chiazze di sudore come se fosse una cartina del Canada, tutti laghi.
"Dai, torna su, e fatti una bella doccia. Poi stasera se non hai impegni andiamo a cena fuori. Guarda che sono nuova della città ma sono abbastanza sveglia da vedere se mi stai portando in un bosco o a cena fuori.
Ciao ciao, fatti bello" - bello è poco, pensò Luisa, Mauro è bellissimo, con quei suoi occhioni azzurri e poi quel dialetto fiorentino; e poi ha anche un bel cazzetto, non che me ne intendo molto: quello del mio fidanzato non l'ho mai visto, e gli unici due che ho visto sono stati quelli di quei due miei cugini americani, quattro anni fa.
Ma che sciocca, loro si spogliarono davanti a me, e tutto quello che sono riuscita a fare con loro sono state quelle velocissime seghe nella cabina del bagno a Marina di Noto. Avevano entrambi quindici anni, ma che cazzi piccoli che tenevano, ricordo che li masturbavo con tre dita, sì, così il pollice e due diti della mano. Invece Mauro, tutta la mano, e sbucava ancora fuori la cappella!-
A quei pensieri Luisa si sentì turbata, stava fantasticando sul suo vicino di casa e sulle dimensioni del suo pene! Allungò la mano sotto la gonna e si scoprì incredibilmente bagnata. Con calma si spogliò e si distese sul letto, nella stanza vuota, con gli armadi aperti. Mentre era distesa scoprì che un'anta dell'armadio, con lo specchio, era aperta, e messa in modo che standosene distesa poteva vedere la sua intimità. Non si toccava spesso, ma riusciva ad avere piccoli orgasmi anche solo strofinando le sue tette contro qualcosa, o sedendosi su qualcosa di duro. E si chiedeva come perché molte donne non riuscivano mai ad avere orgasmi, quando per lei era così naturale.
E così naturale che la sua mano iniziò a toccarsi i seni, dapprima alla base, poi stringendo tutta la mammella, fino a farle male, per poi rilassarsi e massaggiarsi i capezzoli. Erano già duri, e come piccoli birilli stavano in aria.
Il movimento del suo corpo faceva sobbalzare i suoi seni, e con loro i capezzoli che disegnavano piccole forme nell'aria.
Nel frattempo una mano era scesa a toccare la peluria del suo pube. Non osava penetrarsi, per paura di perdere la verginità, e rimaneva così ferma a delle carezze e a dei massaggi esterni, ma era diventata molto brava in questo, così brava che in breve il suo respiro si fece più pesante, e i suoi gesti più frenetici. Iniziò a pensare a Mauro, a come avrebbe voluto sentirlo dentro di lei, e sentire il suo corpo sopra al suo che la premeva contro il letto, mentre il suo pene si faceva largo dentro la sua fica. Con in testa questa visione Luisa venne e le sue mani placatesi rallentarono il ritmo, fino a fermarsi. Luisa rimase per un po' così, distesa, le gambe un po' allargate e lo specchio che le faceva vedere la fica, lo sguardo perso sul soffitto. Non lo sapeva ma qualche metro sopra di lei nello stesso istante anche Mauro si stava toccando, e aveva da poco schizzato il suo sperma nel lavandino, non senza urla di piacere.
Luisa si alzò, era nuda, e si guardò nello specchio: 23 anni, ancora vergine, come era possibile? In fondo non era colpa sua, ma della sua famiglia. Lei aveva un bel corpo, non era un'acciuga, ma aveva le rotondità nei posti giusti, di quelle che ai maschi non fanno mai dispiacere. Una terza di seno, che con il push-up esplodeva, e quella sua pelle liscia e marrone.
Mauro entrò sotto la doccia ancora con il cazzo un po' ritto, ma l'acqua e il sapone fecero tornare il guerriero in posizione di riposo, e ne aveva bisogno perché Mauro si aspettava tanto da lui quella sera, sempre che Luisa si fosse
mostrata un po' meno inibita delle volta precedente. I suoi genitori erano via per tutta la settimana, e una serata fuori non avrebbe certo guastato il suo piano di studio settimanale, anzi gli avrebbe dato forse nuovi stimoli.
Vestito con una polo nera e dei pantaloni chiari Mauro si presentò alle 8 a casa di Luisa
"Entra pure, ma non sono ancora pronta, accomodati aspetta un attimo, e non sbirciare!" Frase di rito, ovviamente Luisa era pronta da un'ora, ma all'ultimo minuto si era rivista allo specchio e quel vestito lungo blu scuro non le piaceva, e optò per qualcosa di più casto, come una gonna nera fino ai piedi e una maglia color crema. Se solo Mauro l'avesse vista con il vestito blu le sarebbe saltato addosso, ma questa è un'altra storia, tanto prima o poi la cogliamo Luisa con quel vestito, vero?
La cena trascorse in fretta, innaffiata da un ottimo vinello bianco, che i due mandavano giù come se fosse acqua minerale. Pagato il conto i due si ritrovarono in macchina e Mauro le fece fare un giro turistico per la città: il duomo, ponte vecchio, piazzale Michelangelo, Fiesole, per poi riportarla a casa. Arrivati al palazzo Mauro la invitò a casa sua, visto che lui aveva lo stereo e lei ancora no. Luisa ci pensò un attimo, e poi si disse -ma sì, tanto qua non mi conosce nessuno-
Fu Mauro a sciogliere il ghiaccio, dopo averle versato l'ennesimo bicchierino di liquore. Le si sedette vicino e cominciò a toccarle le gambe. Luisa rimase immobile, bloccata, pensava al fidanzato, e a tutte le volte che voleva restare in intimità con lui ma non ci riusciva mai; le carezza di Mauro si stavano spingendo molto in là, e così Luisa si girò ed iniziò a baciarlo. Non si ricordava di come sapesse baciare bene, con calma, senza premere la sua bocca contro la sua come uno stoccafisso, e dosando con abile maestria i colpi di lingua ai baci e alle carezze. Erano lì entrambi sul divano, abbracciati e con le mani sotto i vestiti dell'altro, alla ricerca di un contatto pelle su pelle che la stoffa inesorabilmente impediva.
"Andiamo in camera mia" le sussurrò Mauro, e la prese per mano. Arrivati in camera la fece sedere sul letto, e si tolse la maglia, restando a torso nudo. Lei nel frattempo si era tolta non solo la maglia, ma anche la gonna, rimanendo con un completino intimo tutto nero, che non rendeva molto merito alle sue forme (il nero snellisce!) ma che nel complesso le donava molto.
"Aspetta Mauro- disse Luisa- volevo dirti che mi piaci molto, ma che come saprai non posso perdere la mia verginità, ti prego, non mi provocare"
A quelle parole Mauro si gettò sulla sua schiena, massaggiandola e baciandola, facendo lughi percorsi con la lingua, che iniziavano e finivano a metà schiena, in quel punto in cui la pelle forma una piccola fossetta per poi risalire sulle natiche..
"No, non la perdi la tua verginità, almeno per stasera! Ma stai attenta, quando tutto questo non ti basterà più che farai?"
Come risposta Luisa gli slacciò la cintura e iniziò lentamente a sbottonargli i pantaloni. Completata l'operazione infilò la sua mano nei boxer e prese l'uccello in mano - Com'è caldo, soffice, ma così duro- pensò mentre con il mignolo cercava le palle, gonfie e pelose. Fu la sua testa che naturalmente scivolò verso quella patta aperta e iniziò a succhiare quanto di più duro mauro poteva offrire. Mauro mugolava
"Dai, sì ancora, sei fantastica! Con la lingua"
Come un orologio svizzero il pompino ebbe termine un attimo prima che Mauro venisse, e quel distacco così brusco causò ancora più eccitamento in Mauro, che finì di spogliarsi e di spogliarla. In piedi, abbracciati, la mano di Luisa sul cazzo durissimo che menava con lentezza esasperante.
"Dai, vienimi sulle tette ,mi piace sentirlo sulle tette" Luisa si distese e Mauro le fu a cavalcioni, infilò il cazzo tra le sue tette e iniziò a muoversi come se la stesse scopando. Quando si avvicinava poi Luisa con la lingua gli leccava la cappella, e con le mani stringeva le tette. Sempre più veloce si muovevano, e Mauro iniziò ad avvertire l'orgasmo crescergli dentro, finché non ce la fece e iniziò a sborrare sulla bocca sul collo e sulle tette di Luisa. A quel punto Luisa stupì Mauro, spalmandosi il corpo di sborra, e invitandolo a leccare
"Dai, lecca la tua sborra su di me" Mauro non sapeva che fare perché in passato aveva una volta assaggiato la sua sborra, ma gli aveva dato forti attacchi di vomito. Tuttavia pur di non deluderla vinse ogni repulsione e iniziò a leccare, prendendo sempre più gusto visto che su quella pelle morbida e profumata la sua sborra sembrava avere un altro sapore
"E adesso baciami, fammi assaggiare la tua sborra". Iniziò a baciarla, mischiando saliva e sborra, e già il suo cazzo era ritornato duro sotto le mani di Luisa, che durante la leccata si era divertita a scappellarlo mentre era moscio.
"Dai Mauro, facciamo una doccia" E così in due minuti si ritrovarono abbracciati sotto la doccia con l'acqua che scorreva sulle loro pelli. Fu allora che Mauro fu colto da pensieri molto poco gentili verso Luisa, sognando di prenderla nel culo. Mentre stavano abbracciati la mano di Mauro scivolò e senza nessun preavviso le infilò un dito nel culo "Non dire niente, ti piacerà" "Ma,che fai?haiiaaa..ho paura, mi fai  male"
"No, sarò gentile, ma rimaniamo sotto la doccia, chinati". Luisa eseguì, eccitata dentro di sé come non mai, finalmente qualcuno che avrebbe "pienato" le sue mancanze. E stava lì, con il buco del culo un po' aperto e l'acqua che sgorgava. Non era una novità per Mauro, visto che anche Elena, la sua ex, gli aveva concesso quell'amato forellino, cosi' prese del sapone e lo spalmò sulla cappella, poi l'appoggiò sull'orlo del buco, e con una piccola spinta entrò per metà, fermato solo da un urlo di dolore di Luisa
"hhaaaa…hhh…Piano, mi fai male, smetti, non ce la faccio lubrificalo ancora un po’ ti prego" Come sempre quando una donna ti dice ti smettere è quando continui, e così Mauro iniziò a spingere ritmicamente finché non vide tutto il suo uccello sparirle nel culo, Raggiunta la meta si fermò un paio di minuti per farla abituare,^^hhaaa non dirmi che mi sei entrato tutto dentro? Mi brucia quando comincerà a piacermi ?haaa…piano ok?^^mauro poi iniziò a muoversi, e sotto i suoi incitamenti  di smettere ecc ecc..diede un paio di colpi  e venne nel culo. Staccatosi finirono la doccia e si asciugarono, ma Luisa sembrava insoddisfatta.
"Mauro, non sono mai venuta stasera, fammi godere, leccamela" e si sedette sulla tazza del bagno, aprendo oscenamente la gambe. Mauro si inginocchiò e cominciò a dare leggeri colpi di lingua sulle cosce, fino a far diventare la sua azione piena di leccate a lingua piena. A ogni leccata Luisa ansimava, quando la lingua entrava per un attimo dentro di lei. Dopo un po' gli prese la testa e se la strinse contro il ventre urlando di piacere
"Vengo!!" Il suo corpo fremeva, e il suo orgasmo durò quasi cinque minuti, durante i quali la lingua di Mauro si spinse anche nel buco del culo.
Quindi gli lasciò la testa e Mauro cadde senza fiato a terra. Luisa si rivestì, dette la buona notte a Mauro e, ringraziandolo per la serata gli sussurrò nell'orecchio "alla prossima". grossogenaration@hotmali.it




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